Lavello cucina in materiale composito | Come trattarlo

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Nessuno si allarmi per questo post. Non sono diventata all’improvviso un’esperta di materiali idonei per la produzione di lavelli, ma ho quotidianamente a che fare con un lavello della cucina in materiale composito, per di più di colore nero, che mi sta dando qualche noia.

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Al momento della scelta della cucina per la nuova casa ho bocciato con convinzione il tradizionale lavello in acciaio preferendone uno in quarzo. E pure nero.
Il problema con i lavelli di materiale composito è che vanno spesso (secondo l’uso che se ne fa) decalcificati con acqua e aceto; e, se di colore scuro, meglio trattarli con olio di vaselina, noto per le sue proprietà emollienti e protettive, riconosciute anche in ambito cosmetico.
Attenzione poi a quando scolate la pasta: il lavello deve essere sciacquato subito per evitare che l’amido della pasta lasci tracce antiestetiche.

Nota positiva è che questi lavelli realizzati con microparicelle di quarzi, silicio o graniti tenuti insieme da speciali resine, sono assolutamente antimacchia, resistenti alle alte temperature, agli urti, ai graffi e all’azione dei raggi UV. Per questo motivo non si altereranno mai nei colori.

Per pulire un lavello della cucina in materiale composito basta un detergente neutro per i piatti, sempre contando su una minima dose di prodotto. E non è tutto qui. Questi lavelli, se trattati con ioni d’argento e con nanoparticelle di biossido di titanio, sono estremamente resistenti ai batteri, repellenti allo sporco e al calcare.
Il detersivo per piatti ce l’ho. Ora mi manca solo l’olio di vaselina. Dove si compra? In farmacia. Ricapitolando. Per un’ottima manutenzione del vostro lavello della cucina in materiale composito fate attenzione a quando scolate l’acqua della pasta, pulitelo quotidianamente e se riuscite, asciugatelo, e soprattutto, non abbandonateci dentro per tutta la giornata piatti e tazzine sporche!

 

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